Ad ognuno il proprio scudo

Come diceva Nietzsche: “Gli esseri umani sono capaci di sublimi autoinganni: trasformano le proprie colpe, in colpe altrui…” ( che siano persone.. o circostanze).
Siamo tutti gran bravi a raccontarcela e a procedere con l’auto convincimento di realtà spesso inesistenti, cosi da arroccarci in interpretazioni che riteniamo essere certezze, non riuscendo, spesso, a schiodarci da lì.
Mai detto? “non ce la farò mai”; “è lei che deve fare il primo passo”, “ è lui che deve chiedere scusa”,”so cosa devo fare, ma non so come farlo”… o consimili?
Siamo tutti convinti di agire in modo razionale, logico. Ma, di fatto tutto il nostro vivere è una risposta emotiva. E’ la nostra tendenza umana a raccontarci la cosa che più ci “dà ragione”. In poche parole ognuno di noi, sostiene e accetta solo quello che non ci obbliga a rivedere certezze e sicurezze conquistate nel tempo.
Per far questo abbracciamo il nostro scudo. E ce la raccontiamo delegando all’ esterno responsabilità e colpe, in uno scontro a volte effettivo, ma a volte anche virtuale con chi è fuori da noi. Tutto, perché l’immagine che si ha di noi stessi (frutto di una vita di prove ed errori) non venga intaccata. Perché non si frantumino le fondamenta, non si rivedano i confini, non ci sia da riaffrontare la paura.
Si paura, sempre lì si va a parare: paura di non essere più… paura di non contare più.. paura di perdere significato…

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